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Gli eretici d'Italia, vol. III

Note 590 — DISCORSO LVI. LE SÈTTE SOFISTICHE. GLI ODIERNI DISSIDENTI.

Reading edition

Atti della Camera del 1867, p. 1348. Anche nel luglio 1867 eccitava a «cominciare la guerra interna contro il pontefice... distruggendo per sempre la teocrazia italiana». Atti della Camera, pag. 1346. Son notevoli le sue parole nella tornata del 29 novembre 1862 sul «bisticcio, sull'epigramma di libera Chiesa in libero Stato, appena degno d'alimentare il giornalismo. Qual diritto avete voi (chiede) con un essere da voi stessi riconosciuto sovrumano, di dirgli che deve abbandonarvi città da lui occupate sin dai tempi di Carlomagno?... Se gli date la libertà gli date il regno. Per la Chiesa la libertà consiste nel rimanersi in casa propria senza censure, senza darvi alcun conto di sè». E in fatto nel 1867 si oppose allo scioglier la Chiesa dalle servilità del placet, dell'exequatur ecc., e volle mantenere le barriere regie fra il popolo e i ministri del suo culto.

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