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Gli eretici d'Italia, vol. III

Note 450 — DISCORSO LIII. PREVALENZA DE' GOVERNI LAICI. ABOLIZIONE DELL'INQUISIZIONE E DEI GESUITI.

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Il Giannone domandò spontaneamente il Sant'Uffizio, stese egli stesso la disapprovazione delle singole opere sue, rifiutando e abjurando gli errori che contenessero, e supplicando perdono dalla santa Madre Chiesa e da tutti i fedeli dello scandalo dato, «pregando tutti a condonare i miei errori e umane debolezze, ed avermi nell'avvenire nel loro concetto per uomo diverso di quello che forse io aveva dato occasione per i miei scritti di farmi credere e riputare, protestandomi di vivere e morire vero figlio obbediente della santa Madre Chiesa».

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