Note 410 — DISCORSO LII. SECOLO XVIII. GIANSENISMO. FILOSOFISTI. FRANCHIMURATORI. CAGLIOSTRO.
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Grandi contese ebbe Roma, massime coi principi tedeschi, per la residenza e giurisdizione de' nunzj e legati, la libera loro comunicazione col papa, le cause territoriali, beneficiali, giudiziarie di loro competenza; ben vedendo i settarj che il rimuovere i rappresentanti della santa sede equivaleva a respingere il potere, la voce, l'azione di essa, relegandola in Vaticano. A tale scopo i cortigiani adulavano i principi ecclesiastici di Magonza, Treveri, Colonia, Salisburgo; i quali talvolta protestavansi a Roma fedeli, mentre esortavano Cesare ad abbatterla. Nel conciliabolo di Ems l'agosto 1786 stesero un progetto, nel quale formulavano le usurpazioni da far sopra Roma, sottraendo alle nunziature i giudizj, le dispense, le appellazioni, e costituendo il despotismo de' vescovi principi. Pochi anni dopo, la Rivoluzione soffiava via tutti questi ambizioselli.