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Gli eretici d'Italia, vol. III

Note 395 — DISCORSO LI. PIEMONTE. I VALDESI SUBALPINI.

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Al 13 giugno 1560 san Carlo scriveva a monsignor di Collegno, ministro del duca di Savoja, che il papa avea «depositati ventimila scudi in mano del signor Tommaso de' Marini a Milano, che hanno da servire per defensione de li Cantoni cattolici contro gli altri Cantoni eretici che volessero offendere li detti Cattolici: e da questi ventimila scudi Sua altezza (il duca) ne caverà questa comodità, che, stando li Cantoni luterani impediti nella guerra contro i cattolici, non potranno andar in soccorso di Ginevra, quando S. A. anderà ad assaltarla. Oltre di ciò, Sua santità offerisce che, quando il signor duca anderà adosso a Ginevra, l'ajuterà d'altri ventimila scudi in contanti in tre mesi. E di più manderà la sua cancelleria, pagata a sue spese, quale abbi a servire S. A. mentre durerà questa impresa di Ginevra. Sua santità per mantenimento di questa guerra, quando avesse a durare più di quel che speriamo, si contenterà di concedere qualche decime, ed ancora la crociata, se bisognerà. Sua santità fa ricordare a S. A., che non è al proposito di dar nome a questa guerra che sia contra Luterani, ma solamente contra suoi ribelli, per ricuperar quella città ch'è sua. Pure in questo se ne rimette al buon giudizio di S. A.». Archivj del Regno.

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