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Gli eretici d'Italia, vol. II

Note 492 — DISCORSO XXXVII. ERETICI DI LUCCA.

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Suo processo, costituto del 3 settembre 1546. Si sa che, ultimamente, si volle far del Burlamacchi il primo martire dell'unità d'Italia e dell'ostilità al papa. Il processo stampatone or dianzi subì mutilazioni in questo senso, siccome provasi dall'ispezione dell'originale. P. E. in esso processo, posto in appendice alle storie del Tommasi nell'Archivio Storico, dopo le parole, a pag. 157, per riformar la Chiesa... con levarli l'entrate, nell'originale si legge, lassandole godere a quelli che l'havevano adesso et doppo la morte loro l'applicasse o al pubblico, o a soventione dei poveri, segondo che li fusse parso meglio. E nella pagina stessa, dopo le parole non desideravano altro... si legge: Et l'harebbe esortato a pigliare la via di Roma, et con l'ajuto di detti Alamanni et della Toscana, a farsi imperatore di Roma, parendoli che sia male si domandi imperatore de' Romani, et che non li comandi. Et che questo facilmente li sarebbe riuscito con il soprascripto ajuto et con havere lì vicino il reame di Napoli, et della parte di Roma. Et che poi che non è piaciuto a Dio che seguì per questa via, non li doverà mancare modo che segui per altra. (R. Archivio lucchese; Cause delegate, filza N. 11). Di ciò il Minutoli non fa cenno, mal convenendo al martire dell'unità italiana il voler consegnare la patria all'imperator tedesco.

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