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Gli eretici d'Italia, vol. II

Note 429 — DISCORSO XXXV. DEGLI ERETICI IN TOSCANA. IL CARNESECCHI.

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«Illustrissimo patrone. Io ricèvetti le di v. e. delli XI, al solito gratissime, insieme con la copia delle lettere scrittele dal commissario di Pisa sopra quello frate Cilio da Turino che le ho fatto intendere. E non pensi v. e. che quanto io ho scritto sopra ciò sia stato senza causa, chè mi pareva veder ordito una tela cui faceva ricordare di frà Girolamo al tempo del magnifico Piero de Medici, di che mi ricordo bene. Ma penso per grazia di Dio ne siamo presso che fuora, mediante le buone opere di frate Bernardino da Siena generale de' Cappuccini, che avrà chiarito che non sempre è oro quello che luce. Credami V. E. l'amor mi fa dire non meno ch'ella ha da guardarsi dagli eretici che ci abbiamo noi prelati, perchè menano la folla contro a tutte le potestà, ecc.

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