Note 291 — DISCORSO XXXII. IL SANT'UFFIZIO. LA TOLLERANZA RELIGIOSA.
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È noto Antonio Perez, che perseguitato da Filippo II a morte, uscì di Spagna, e tanto valse a propagare l'odio contro questo re. Nelle sue Relazioni stampate a Parigi il 1624, racconta come da alti personaggi e dal nunzio del papa fossero riprovate le proposizioni che davano al principe piena podestà sopra la vita de' sudditi; e soggiunge: «Essendo io in Madrid, uno che non importa nominare, in un sermone davanti al re cattolico in San Girolamo proferì che «i re hanno potere assoluto sulla persona e sulla roba de' vassalli». Tal proposizione fu riprovata dall'Inquisizione; e costui condannato a ritrattarsi pubblicamente nel luogo stesso con tutte le formalità giuridiche, oltre varie pene particolari. Egli si ritrattò sul pulpito medesimo, e leggendo uno scritto, soggiungeva: «I re non hanno sui loro sudditi maggior potere di quel che loro è permesso dal diritto divino e umano, e non per libera ed assoluta loro volontà». Queste parole il reo dovè ripetere per ordine del maestro frà Ernando del Castillo, consultore del sant'Uffizio, predicatore del re, uom d'eloquenza e dottrina singolare, assai stimato nel suo paese, e maggiormente in Italia».