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Gli eretici d'Italia, vol. II

Note 267 — DISCORSO XXXI. LA RIFORMA MORALE E DISCIPLINARE.

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La carità a domicilio e i visitatori del povero, istituzioni così lodate all'età nostra, appartengono anch'esse a quel medioevo, che tanti esempj ci potrebbe offrire, studiato con benevolenza. Nel 1402, Pileo de' Marini, vescovo di Genova, aveva istituito un uffizio per raccorre e distribuir l'elemosine ai poveri della città. Questo Magistrato della Misericordia fu poi amplificato, e aggiuntovi l'Ufficio dei poveri, i cui statuti furono fatti nel 1593. Sant'Antonino, non ancora arcivescovo di Firenze, il 1441 ordinò i Proveditori dei poveri vergognosi, che dal popolo furono detti Buonomini di san Martino, i quali, divisi pei sestieri della città, soccorrevano a tutte le necessità dei poverelli, a maritar fanciulle, a dar letti, coperte, panni, medicine, a riscattar pegni, a ritrarre dal vizio; con divieto alla pubblica autorità civile nè ecclesiastica di intromettersene, o di mutarne gli ordini, o di esplorarne gli averi; tutto volendo affidato all'onestà de' proveditori e alla Providenza. In tal modo si distribuivano l'anno quattordicimila zecchini, e diecimila nel secolo seguente. Passerini, Storia degli istituti di beneficenza di Firenze.

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