Note 264 — DISCORSO XXXI. LA RIFORMA MORALE E DISCIPLINARE.
Reading edition
A Clemente VII scriveva: — Santo padre, cosa son io che i cardinali vengano a trovarmi? Jer da sera ci furono i cardinali di Cusa e Medici. E avendo io bisogno d'un po' di manna, quest'ultimo me ne fece dare due once dall'ospedal di Santo Spirito, a cui n'ha procurato molta. Restò da me fin alle due di notte, dicendo di vostra santità tanto bene, che parvemi troppo; giacchè, a parer mio, un papa dev'essere trasformato nell'umiltà stessa. Alle sette, Cristo è venuto da me, e mi ha riconfortato col sacratissimo suo corpo. Vostra santità invece neppur una volta s'è degnata venire alla nostra chiesa. Cristo è Dio e uomo, eppure ogni qualvolta lo chiedo viene da me... Ordino a vostra santità di permettermi d'ascriver alle monache la figlia di Claudio Neri, alla quale da un pezzo avete promesso di prendervi cura de' suoi figliuoli. E un papa deve mantener la parola; sicchè affidate a me questo affare ecc.».