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Gli eretici d'Italia, vol. II

Note 252 — DISCORSO XXXI. LA RIFORMA MORALE E DISCIPLINARE.

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Questo passo non isfugga agli odierni spiritisti. Pietro Giannone, così lodato dai liberali, teme che «la stampa pregiudichi» al genio dell'erudizione, e all'educazione colla moltiplicità de' libri, alla diffusione delle idee potenti per la copia de' cattivi libri (Storia Civile del regno di Napoli, I VIII). Trova usurpazione della Chiesa l'essersi attribuita la censura e vorrebbe fosse riservata ai principi acciocchè «i sudditi non s'imbevino d'opinioni che ripugnino col buon governo... e delle nuove dottrine contrarie agl'interessi de' principi e alle supreme regalie»: e li loda delle proibizioni che posero ai vescovi di stampar neppure i concilj e i calendarj senza licenza de' ministri (ib. lib. XXVII c. 4.).

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