Note 246 — DISCORSO XXXI. LA RIFORMA MORALE E DISCIPLINARE.
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Il padre Laderchi, nel tom. XXIII, pag. 160 degli Annali Ecclesiastici, toglie dalla vita di san Filippo, di Pietro Giacomo Bacci, questo racconto: che il Baronio, essendo entrato nella congregazione dell'Oratorio, dal pulpito non cessava di sgomentare gli uditori colle minaccie della morte e dell'inferno. A san Filippo parve soverchio, e l'esortò a lasciar via cotesti spauracchi, e narrar piuttosto la storia ecclesiastica. Il Baronio non vi badò, sicchè Filippo usò dell'autorità per comandarglielo. L'amor proprio di Cesare n'era offeso, e stava perplesso, quando una notte sognò che Onofrio Panvino (valentissimo erudito di cose sacre, e dal quale esso avrebbe voluto vedere scritta essa storia) lo esortasse a far gli Annali Ecclesiastici; e tra il sogno udì la voce di Filippo che gli diceva: «Orsù, Cesare, non ti ostinare; tu, non il Panvino, devi scrivere la storia ecclesiastica».