Note 243 — DISCORSO XXXI. LA RIFORMA MORALE E DISCIPLINARE.
Reading edition
Le differenze della Bibbia di Sisto V e Clemente VIII non sono importanti, come avea voluto far credere Th. Jannes, Bellum papale seu concordia discors Sixti V et Clementis VIII, circa hieronymianam editionem, Londra 1600. Fu confutato trionfalmente sin d'allora: ma adesso il barnabita Vercellone (Variæ lectiones vulgatæ bibliorum editionis, Roma 1860-64), compiendo la fatica cominciata dal suo maestro e confratello Ungarelli (De castigatione vulgatæ Bibliorum editionis peracta jussu Concilji tridentini. Roma 1847) pubblica gl'immensi lavori fatti dalle Congregazioni, e tutte le varianti della Vulgata, cominciando dal Codex Amiatinus ch'è il più antico; e le ragioni che fecer preferire la adottata nell'edizione Clementina e gli sbagli della Sistina. È insigne dimostrazione delle pazienti e generose fatiche sostenute dai dotti d'allora, e del merito dell'edizione del 1592, sola riconosciuta autentica. Ciò non toglie che possa esaminarsi e criticarsi il testo, e Pio IX incoraggiò il Vercellone all'impresa; tibi addimus animos ut inceptum opus naviter scienteque absolvendum ac perficiendum cures, omnesque ingenii tui vires in iis peragendis semper impendas. Con queste potrà benissimo farsi una nuova edizione della Bibbia, non per autorità privata, bensì della Chiesa.