Note 190 — DISCORSO XXX. PIO IV. IL CONCILIO TRIDENTINO.
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Fra le lettere di monsignor Della Casa, conservate nell'archivio di Parma, n'è una al cardinale Farnese del 17 dicembre 1543, dove enumera tutti i vescovi del dominio veneto, ai quali ha trasmesso l'avviso, da parte del papa, di andar al Concilio di Trento sanza dilatione, e le rispose che da ciascuno ottenne. «Corfù andrà; Veglia, Curzola e il coadjutor di Papho andranno, e Terracina. Sebenico credo sia partito per Roma. Cesarino si scusa di essere ammalato di sorte e in parte che non può cavalcare, e credo che sua signoria dica il vero. Papho è di età di 84 anni e di corpo non sano, e della mente qualche volta non con quella perfezione che ha avuto da giovine, nè mi par possibile che vada... Il vescovo di Nona è tanto povero, che a pena ha che vivere. Civital dice che è povero et infermo. L'eletto di Spalatro dice che non sà se sua santità vuole che vadi esso o l'arcivescovo suo, ma che sempre sarà pronto ad obbedire alli comandamenti di sua santità. L'arcivescovo di Cipri è vecchio e corpolento molto, e tal che mal volentieri si potrebbe condur mai a Trento, e però con ogni reverenza prega vostra signoria reverendissima a supplicar sua santità che si degni admetter la sua scusa che certo sarebbe metterlo a grave pericolo della vita».