Note 218 — DISCORSO XXX. PIO IV. IL CONCILIO TRIDENTINO.
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La distinzione de' libri in antico e nuovo Testamento fu fatta da Tertulliano, appoggiandosi a san Paolo che scrive: In lectione veteris Testamenti: idoneos ministros nos fecit novi Testamenti. Ad Corint. III, 14, 6. Il greco dice διαθήκη, voce equivalente all'ebraica berith, che significa o taglio o alleanza o economia. Quarantasei sono i libri del Vecchio Testamento, cioè Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio, Giosuè, il libro de' Giudici, Rut, il primo e secondo di Samuele, il primo e secondo de' Paralipomeni, il libro d'Esdra, il libro di Neemia, Tobia, Giuditta, Ester, Giobbe, il Salterio, i Proverbj di Salomone, l'Ecclesiaste, il Cantico de' Cantici, la Sapienza, l'Ecclesiastico, Isaia, Profezie e lamentazioni di Geremia, Baruc, Ezechiele, Daniele, Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zacaria, Malachia, primo e secondo de' Macabei.