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Gli eretici d'Italia, vol. II

Note 217 — DISCORSO XXX. PIO IV. IL CONCILIO TRIDENTINO.

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G. Volkmar, nel Zeitschrift für wissenschaftliche Theologie, 1861, parlando delle epistole canoniche, sostiene che i libri di Enoch non comparvero se non verso il 132 d. C. In conseguenza le due epistole di san Pietro e quella di Giuda che li citano son posteriori, e vanno al 145: Papio, che si serve della prima epistola di san Pietro, non potè scrivere avanti il 155-170: e perciò cade la testimonianza sua a favore de' libri di san Giovanni. E così via. Ma il libro del profeta Enoch, opera apocrifa, tenuta molti secoli per perduta, fu scoperto in Abissinia al fine del secolo scorso, e tradotto s'un manoscritto etiope della biblioteca Bodlejana (Oxford 1821), e n'è dimostrata l'anteriorità. Vedi dott. Ricardo Lawrence, Mashasa Enoch Naby the booky ecc., e il Ghiringhello nella Vita di Gesù Cristo p. 413. Il vero è che l'autenticità dell'epistola di san Giuda non dipende per nulla dall'età del libro di Enoch, giacchè non lo cita come libro, nè dice scriptum est: ma cita solo parole che la tradizione attribuiva ad Enoch, e che poterono passare nell'apocrifo di Enoch, togliendole dalla stessa tradizione, e fors'anche dalla lettera di Giuda che le avea registrate.

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