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Gli eretici d'Italia, vol. II

Note 55 — DISCORSO XXIV. PIETRO MARTIRE VERMIGLIO.

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Trovasi anonima nella Vaticana una nota di persone, che sarebbe convenuto mandar col cardinale Contarini nella legazione di Germania, il 1540. E sono il generale de' Conventuali, il maestro del Sacro Palazzo, il Cortese, Pietro Ortiz, il Flaminio, Pietro Martire. Del Cortese, oltre la scienza teologica si loda il bello scriver latino, pel quale pure si pregia il Flaminio, «buon poeta e buon oratore, ben dotto in greco, e per molti anni datosi alla scrittura sacra e dottori antiqui, ben stimato per il commento sopra alcuni salmi». L'Ortiz è vantato come versatissimo nelle quistioni, sebben eccessivo a segno che dapertutto vede eresie. L'anonimo dice non conoscere Pietro Martire, ma il Contarini, secondo riferisce il Flaminio, racconta miracoli della dottrina teologica di esso e della conoscenza del greco e latino, e qualcosa dell'ebraico; il che, soggiunge, è molto da considerare, perchè i Luterani fanno più conto delle lingue che d'altra cosa. Monumenta Vaticana CLXXXIV.

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