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Gli eretici d'Italia, vol. II

Note 22 — DISCORSO XXII. GIULIO III. MARCELLO II. PAOLO IV.

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Nores, libro I, pag. 32. Pero Gelido, residente di Toscana a Venezia, il 1556 scrive a Cosimo I: «Non lascerò di scrivere, sebbene pare abbia del favoloso, essendo in bocca di persone segnalate, il gran disegno che il papa ha proposto al re di Francia. Dicono che sua beatitudine disegna fare un re de' Romani, che risegga in Roma; e coronato in quella città, dargli tutto lo Stato ecclesiastico; e questo re sia il cardinal Caraffa; fare un re di Napoli italiano, e un duca di Milano, pure italiano: a che il re (di Francia) concorse offerendo lasciar volontariamente tutto quello che ha o che pretende in Italia, purchè l'imperatore faccia il medesimo per amore o per forza. E che ai pontefici si assegni un'entrata di 50 o 60 mila scudi, con la quale mantenersi: aggiungendo non essere miglior modo per fare che Italia e tutta la repubblica cristiana stia pacifica e quieta» (Nell'Archivio Mediceo).

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