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Gli eretici d'Italia, vol. I

Note 426 — DISCORSO XVI. INCREMENTO E SUDDIVISIONE DE' PROTESTANTI.

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Non è fuor di tempo ricordare uno dei Discorsi da Tavola di Lutero: «Dice il proverbio che la roba dei preti va in crusca; e di fatto quei che ghermirono i beni delle Chiese finirono per restare più poveri. Burcardo Hund, consigliere di Stato dell'elettor di Sassonia, soleva dire: «Noi nobili abbiamo aggiunto i beni de' conventi ai nostri, e quelli mangiarono questi in modo, che nè gli uni ci restarono, nè gli altri». E voglio raccontarvi una favoletta: «L'aquila rapì un pezzetto di carne arrostita dall'altare di Giove, e lo portò agli aquilotti del suo nido, e riprese il volo per cercare altra preda. Ma un carbone ardente era rimaso attaccato alla carne; cadde nel nido: vi appiccò il fuoco; e non sapendo gli aquilotti ancora volare, bruciarono col nido. Così avviene a coloro che pigliano per sè i beni della Chiesa, i quali furono dati per onorar Dio, o per sostenere la predicazione e il culto divino: devono perdere il loro nido e i pulcini, e soffrire nei corpi e nelle anime.» Tischreden, p. 292. Jena 1603.

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