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Gli eretici d'Italia, vol. I

Note 349 — DISCORSO XV. LUTERO, LE INDULGENZE, LA BIBBIA.

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Il concilio di Firenze definì intorno allo stato delle anime dopo morte, «che quelle de' veri penitenti, morti nella carità di Dio prima di aver fatto frutti degni di penitenza in espiazione dei loro peccati di commissione e di ommissione, sono purificate dopo morte colle pene del purgatorio, e sollevate da queste per suffragi de' fedeli viventi, come il sacrifizio della messa, le preghiere, le limosine e altre opere di pietà, che i fedeli fanno per gli altri fedeli, secondo le regole della Chiesa. Le anime di quelli che hanno peccato dopo il battesimo, o che, caduti in peccato, ne furono purificati in vita prima d'uscirne, entrano subito in cielo, e vedono puramente la Trinità, gli uni più perfettamente degli altri, secondo la differenza de' meriti loro. Le anime di quelli che son morti in peccato mortale attuale o nel solo originale, precipitano nell'inferno per esservi puniti, quantunque inegualmente».

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