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Gli eretici d'Italia, vol. I

Note 313 — DISCORSO XIV. I TEDESCHI A ROMA. ERASMO.

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Rabelais francese, che non so bene se si facesse buffone per abbattere, od abbattesse per far il buffone sapendo che in Francia si ride sempre del partito vinto, sparnazzò celie col vaglio, adorava la divina bottiglia, e domandava di legger in cattedra sopra la ubbriachezza lucida. Passato a Roma, facea rider di sè il papa e i cardinali, mentre raccoglieva onde rider di loro nel suo Pantagruele, libro stranamente audace, dove non la perdona tampoco a Cristo. Eppure morì curato, fra il clero a cui tanto avea nociuto.

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