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Gli eretici d'Italia, vol. I

Note 337 — DISCORSO XIV. I TEDESCHI A ROMA. ERASMO.

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Il Flaminio dice che «Lo scriver bene, massime nella lingua latina, è tanto difficile, che dovremmo mirar quasi come cosa miracolosa un buon scrittore, ma siamo tanto ignoranti che non sappiamo discernere gli eccellenti da' plebei: e subito che l'uomo nelle sue composizioni schifa i vocaboli barbari e frateschi, pensiamo ch'egli scriva bene latino; e da qui nasce che, non solamente il vulgo, ma eziandio molti che per le città hanno fama di buona dottrina e di buon giudizio, ammirano lo stile di Erasmo, del Melantone, e di certi nostri italiani, li quali non seppero mai, nè forse sapranno ciò che sia la bellezza, l'eleganza, la purità e la copia della lingua latina». Lettere vulgari.

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