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Gli eretici d'Italia, vol. I

Note 328 — DISCORSO XIV. I TEDESCHI A ROMA. ERASMO.

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Ep. 5, lib. X. Un altro famoso erudito visitò allora l'Italia, Guglielmo Budeo di Parigi, mandato da Francesco I al papa. Egli stesso racconta: «Due volte fui a Roma, e le insigni città d'Italia e i dotti uomini di colà vidi di passaggio più che non gli udissi; e i professori delle migliori lettere salutai quasi dal limitare, cioè per quanto fu possibile ad uomo che scorreva l'Italia in fretta, e non per libera missione» (Epist. Erasmi 30, lib. II). Il Varillas (Hist. de Francois I) racconta che «l'accademia di Roma, che mai non era stata così pulita dal secolo d'Augusto in poi», gli fece accoglienza straordinaria, ed egli acquistò bentosto la famigliarità del papa, perchè era eccellente sovrattutto nella cognizione delle antichità greche di cui sua santità si piccava di conoscere. E soggiunge che gli faceva objezioni, dond'egli aveva occasione di sfoggiar dottrina; il che garbava al papa, desideroso di tirar in lungo i negozj e di nulla conchiudere. Ne' suoi scritti, principalmente De asse, si avventa contro la sregolatezza del clero, ma fu sempre avversissimo ai novatori, e nel libro De transitu hellenismi (1535) esorta Francesco I a conservarsi fedele cattolico, e loda la famosa processione, nella quale al re fu dato lo spettacolo di molti eretici bruciati.

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