Note 180 — DISCORSO VIII. L'ESIGLIO D'AVIGNONE. IL GRANDE SCISMA. CONCILJ DI COSTANZA, DI BASILEA, DI FIRENZE.
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Sul tempo di Lodovico il Bavaro fu pubblicata ultimamente un'opera tedesca di Guglielmo Schreiber, Die politischen und religiosen Doctrinen unter Ludwig dem Bayern: Landshut 1838, dove si espongono le quistioni d'allora intorno ai limiti dell'autorità papale e imperiale, mettendo principalmente in vista Dante, Marsilio da Padova, Occam e Leopoldo di Siebenburg. Il primo rivela la morale nella Divina Comedia, la politica nella Monarchia, sostenendo la monarchia universale, giusta la Bibbia e la storia. Marsilio, aristotelico, sostiene la suprema autorità del Concilio, convocato dall'imperatore, come mezzo di riconciliar il pastorale colla spada. Il vescovo di Bamberg nega al papa il diritto di trasferir ad altri l'impero. Occam, nel Compendium errorum, fu il più vivo oppugnatore della Santa Sede a favore del principato. Tutto è ben esaminato dal punto di vista del medioevo.