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Gli eretici d'Italia, vol. I

Note 191 — DISCORSO VIII. L'ESIGLIO D'AVIGNONE. IL GRANDE SCISMA. CONCILJ DI COSTANZA, DI BASILEA, DI FIRENZE.

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«Venne il pontefice con tutta la Corte di Roma, e collo 'mperadore de' Greci, e tutti i vescovi e prelati latini, in Santa Maria del Fiore, dove era fatto un degno apparato, ed ordinato il modo ch'avevano a istare a sedere i prelati dell'una Chiesa e dell'altra. Istava il papa dal luogo dove si diceva il vangelo, e cardinali e prelati della Chiesa romana; dall'altro lato istava lo 'mperadore di Costantinopoli con tutti i vescovi e arcivescovi greci: il papa era parato in pontificale, e tutti i cardinali co' piviali, e i vescovi cardinali colle mitere di damaschino bianco, e tutti i vescovi così greci come latini coi piviali, i greci con abiti di seta al modo greco molto ricchi; e la maniera degli abiti greci pareva assai più grave e più degna che quella de' prelati latini..... Il luogo dello 'mperadore era in questa solennità dove si canta la Epistola all'altare maggiore; ed in quello medesimo luogo, come è detto, erano tutti i prelati greci. Era concorso tutto il mondo in Firenze per vedere quell'atto sì degno. Era una sedia dirimpetto a quella del papa dall'altro lato, ornata di drappo di seta, e lo 'mperadore con una veste alla greca di broccato damaschino molto ricca, con uno cappelletto alla greca, che v'era in sulla punta una bellissima gioja: era uno bellissimo uomo, colla barba al modo greco. E d'intorno alla sedia sua erano molti gentili uomini che aveva in sua compagnia, vestiti pure alla greca molto riccamente, sendo gli abiti loro pieni di gravità, così quegli de' prelati, come de' secolari. Mirabile cosa era a vedere ben molte degne cerimonie, e i vangeli che si dicevano in tutte dua le lingue, greca e latina, come s'usa la notte di Pasqua di Natale in Corte di Roma. Non passerò che io non dica qui una singulare loda de' Greci. I Greci, in anni millecinquecento o più, non hanno mai mutato abito: quello medesimo abito avevano in quello tempo, ch'eglino avevano avuto nel tempo detto; come si vede ancora in Grecia nel luogo che si chiama i Campi Filippi, dove sono molte storie di marmo, dentrovi uomini vestiti alla greca nel modo che erano allora». Vespasiano fiorentino, Vita di Eugenio IV.

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