Note 47 — DISCORSO II. PRIME ERESIE. CONSOLIDAMENTO DELLA PRIMAZIA PAPALE. GLI ICONOCLASTI.
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Nelle opere inedite che il cardinale Mai trasse dalla biblioteca Vaticana, si trova un'importante confessione della supremazia del vescovo di Roma, fatta da un patriarca greco, anteriore di mezzo secolo allo scisma. Difendendo esso le immagini sacre, allora combattute da Costantino Copronimo, dice che l'errore degli Iconoclasti poteva essere scusato per ignoranza solo avanti il secondo sinodo niceno. «Fu questo radunato convenientissimamente e con tutta legittimità; poichè, secondo le antiche stabilite regole divine, vi teneva il posto più degno, e presedeva una notabile parte del supremo clero occidentale, cioè dell'antica Roma; senza del quale, niun dogma che nella Chiesa si esamini, quantunque già ammesso per decreti canonici e per consuetudini ecclesiastiche, non si riguarderà mai come approvato e dedotto ad assoluta definizione e pratica. Imperocchè quella Chiesa gode il primato del sacerdozio, e ritiene tal dignità come trasmessale dai due corifei degli apostoli». Συγκεκροήτο γὰρ τοῦτο μάλιστα ενδικῶς, και εννομώτατα επειπερ ἤδη, κατὰ τοὺς ὰρχήθεν τετυπωμένους θειους θεσμοὺς προῆγη κατ’αυτὴν, καὶ προήδρευεν, όσον τε τῆς έσπεριας λήξεως, ἤτοι τῆς πρεσβυτερος Ρώμης, μέρος οὺκ ἄσημον ῷν ἄνευ, ουδὲν δόγμα κατὰ τὴν ηκκλησιαν κινουμενον, θεσμοῖς κανονικοῖς καὶ ιερατικοῖς έθεσι νενομισμενον άνωθεν, τὴν δοκιμασιαν οὺ σκοιὲ, ὴ δεξαιτ’ άν ποτε τὴν περαιωσιν, ώς δὲ λαχόντον κατὰ τὴν ιερωσυνεν εξάρκειν, καὶ τῶν κσρυφαιων ὲξ αποστόλοις ὲγκεχειριδμένον τὸ ὰξιομα.