Note 71 — XXII. IL PROCESSO MOSTRUOSO
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In fatto di dinamite ricordo il comicissimo sequestro di alcune cartucce, ch’erano avanzate nei lavori di una galleria e il di cui proprietario ritenendo pericoloso tenerle in casa le depositò in una campagna e denunziò il luogo del deposito alle autorità con una lettera anonima. Le brave autorità scrissero a Girgenti, d’onde venne, credo un Procuratore del Re per sequestrare il corpo del reato con grande solennità. Il fatto avvenne a Campobello di Licata.