Note 68 — XXII. IL PROCESSO MOSTRUOSO
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Ricordo tra i tanti innumerevoli casi a mia conoscenza questo episodio mio personale. La sera del 5 gennaio 1894 appena arrivato in Palermo, uno dei miei più cari amici, costernato mi avvicinò e mi disse: Pur troppo è vero che Peppino (De Felice) è venduto alla Francia! Ier l’altro, nel momento in cui fu arrestato gli si trovarono addosso somme vistosissime ed una corrispondenza denunziatrice con uomini politici francesi!—Impossibile! risposi secco e risoluto.—E l’amico mio di rimando:—L’ho saputo da un ufficiale dei carabinieri, che procedette all’arresto e alla perquisizione!—E ci volle la smentita recisa degli avvocati Marchesano e Crimaudo, che all’uno e all’altra avevano assistito, per convincerlo che l’ufficiale dei carabinieri aveva mentito.