Note 49 — XVIII. LE RESPONSABILITÀ
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Abolirono tasse locali, le ridussero, soppressero alcune spese facoltative nei primi di Gennaio 1894 i municipî di Marsala, Trapani, Canicattì, Gibellina, Misilmeri, Termini-Imerese, Cefalù-Diana, Castrofilippo, Gratteri, Ravanusa, Casteltermini, Montevago, Aragona, Menfi, Cinisi, Bisacquino, Vita, S. Biagio-Platani, Piazza-Armerina, Carini, Santa Ninfa, Castellammare, Ribera, Sambuca-Zabut, Aidone, Modica, Chiaromonte-Gulfi, Francofonte, Francavilla, S. Giovanni-Gemini, Calatafimi, Villarosa, Licata, Caltanissetta, Resuttano, Alimena, Collesano. Villafrati, Lercara, Malvagna, Ciminna, Baucina, S. Mauro-Castelverde, Valledolmo. La lista è tutt’altro che completa e sarebbe assai istruttivo che lo fosse e fossero note le concessioni fatte in seguito ai tumulti.
Avverto che in generale la stampa di tutta Italia non si è ingannata sulle cause che generarono i tumulti siciliani. A Roma il Fanfulla, l’Opinione, il Diritto le esposero sommariamente ed esattamente. Vanno poi specialmente ricordati per onestà e precisione d’informazioni: Il Secolo e il Corriere della sera di Milano, Il Resto del Carlino di Bologna, La Tribuna, il Messaggero e Il Popolo Romano di Roma. A questi giornali, ai loro direttori e corrispondenti va data una sincera parola di lode.
Il La Loggia ha fatto una diligente statistica delle cause che determinarono le principali dimostrazioni e i tumulti da gennajo 1893 a gennajo 1894, che mi pare importante riprodurre dal Giornale degli Economisti (marzo 1894): divisione demanii comunali 1, cause politiche 2, tasse locali 48, patti agrarî 7, patti minerarî 1, prepotenze amministrative 2, prepotenze di autorità politiche 4, mancanza di lavoro 1, contratto di lavoro 1.