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Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause

Note 29 — XIII. NULLA È MUTATO!

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Alcuni, non hanno bene compreso l’accenno fatto nella 1ª edizione al sordo-muto Cappello e al tenente Dupuy. Sono due dolorosi episodi della introduzione della leva in Sicilia, la quale suscitava la più viva antipatia. Le autorità governative vedevano inganni e finzioni in tutti e dappertutto; perciò quando in Palermo si presentò all’esame di leva un certo Cappello non si prestò fede al suo reale sordo-mutismo e lo si voleva costringere a parlare applicandogli i bottoni di fuoco sulle carni. Il suo corpo fu reso una vasta piaga e quando finalmente fu mandato via venne fotografato ignudo ad iniziativa di parecchi—tra i quali era l’avv. Morvillo—che vollero stigmatizzare i metodi civilizzatori del governo italiano.

Per arrestare i numerosi renitenti della leva il governo organizzò delle colonne volanti che percorrevano le campagne. Le gesta militaresche di quell’epoca susciterebbero anche ora, a tanta distanza, la indignazione dei più calmi; e molte ne compì la colonna comandata da un rinnegato, dall’ungherese colonnello Eberhardt, che venne la prima volta in Sicilia con Garibaldi e che fu tra i suoi fucilatori ad Aspromonte. Un tenente Dupuy, Savojardo, comandando una colonna nel territorio delle Petralie si presentò di notte coi suoi uomini in una casina i cui abitatori temendo dei briganti non vollero aprire. Allora il prode militare la circondò di fascine, vi appiccò fuoco e fece morire soffocati i disgraziati, che legittimamente resistettero ai suoi ordini. Con modi uguali i Francesi civilizzarono quelli della Kabilia!

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