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Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause

Note 90 — CONCLUSIONE

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Tolgo queste cifre dall’opera citata dell’Alimena (I limiti e i modificatori dell’imputabilità p. 321 e 322); il quale, a rincalzare sempre più l’influenza del fattore economico sulla delinquenza, ha messo pure in rapporto le liti coi delitti. Procedono parallelamente le une e gli altri in Sicilia e in Sardegna: perciò il chiarissimo scrittore cosentino al Ferri, che aveva affermato non esservi notevoli differenze tra le singole regioni d’Italia chiede: «dinanzi a questi fatti, potrebbe ripetere che le condizioni sociali dell’Italia settentrionale non differiscono molto da quelle dell’Italia meridionale?»

Si hanno poi i dati numerici del malessere maggiore in Sicilia di fronte alle altre regioni d’Italia in queste altre cifre:

Quota per abitante di

Ricchezza Dazio di consumo Sovrimposta sui terreni

SiciliaL. 1,471L. 6,76L. 1,63

Piemonte2,7463,714,03

Lombardia2,4003,275,35

Veneto1,9352,425,45

«E anche va notato che i dati della ricchezza per abitante e per regione si riferiscono ad un quinquennio (1884-1889) di eccezionale prosperità sopratutto in Sicilia. La crisi sopravvenuta dopo, ha certamente arrestato e retrocesso lo sviluppo della sua ricchezza proporzionalmente più che sulle regioni del Nord, per effetto della politica economica, più specialmente lesiva del mezzogiorno. Ma pure restando per larghezza di concessione, ai dati del Pantaleoni, il dazio consumo, che in Sicilia è quasi il doppio che in Piemonte, mentre la ricchezza ne è la metà, esercita nell’isola una pressione tributaria almeno quattro volte maggiore. Invece la sovrimposta sta ad un limite di poco inferiore a quello, che potrebbe ancora raggiungere in vista della ricchezza rispettiva; mentre le altre imposte (valor locativo, tassa famiglia bestiame, vetture e domestici) sono già in cifra assoluta per abitante più gravose pel contribuente siciliano. Questi dati permettono due considerazioni: 1º che il sistema delle imposte comunali in Sicilia esercita una pressione maggiore che nel continente; 2º che la ripartizione del carico tributario locale è fatta tutta a danno dei contribuenti, che pagano imposte indirette». (L’Insurrezione siciliana nel Giornale degli Economisti. Febbraio 1894).

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