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Gli avvenimenti di Sicilia e le loro cause

Note 89 — CONCLUSIONE

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Il progetto sull’ordinamento dei dominî collettivi nelle provincie dell’ex-Stato pontificio venne presentato nella seduta del 20 febbraio 1893 e porta le firme degli on. Tittoni, Zucconi, Garibaldi, Pugliese, Fani, Zappi, Colajanni Napoleone, Suardi Gianforte, Gamba, Comandini, Rava, Tasca Lanza, Torlonia e Sacchetti. Fu svolto e preso in considerazione nella seduta del 7 febbraio 1894. L’on Tittoni fu eletto relatore della Commissione ed ha presentato testè alla Camera dei deputati una pregevolissima Relazione sul disegno di legge, inteso a disciplinare l’esercizio dei dominii collettivi nelle provincie ex pontificie e nell’Emilia. Se nel lungo dibattito ch’ebbe luogo alla Camera, nel 1888, circa l’abolizione delle servitù prediali in quelle provincie, Governo e Commissione avessero accettato l’emendamento all’art. 9 proposto e vivamente sostenuto dall’on. Pantano—con cui nella maggioranza dei casi si conferiva agli utenti la preferenza dello svincolo, e si chiedeva per lo meno venisse loro riconosciuto, come si riconosceva in senso inverso ai proprietarii, il diritto di pagare un canone e godersi il fondo in natura tutte volte che l’interesse e i diritti degli utenti fossero in prevalenza su quelli dei proprietarii—; noi avremmo avuto oggi in quelle provincie una congerie di dominii collettivi ben più vasta e ricca di quella, già per sè importante, illustrata dall’on. Tittoni. Anche l’on. Andrea Costa appoggiò quell’emendamento e prese parte a tutta la discussione, come vi presero parte, con decisa simpatia pei diritti degli utenti e per l’utilità dei dominii collettivi, parecchi altri egregi oratori politicamente più che temperati.

La commissione dei deputati siciliani si chiarì favorevole agli sperimenti di proprietà collettiva e di cooperazione nei demanî comunali.

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