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Giovanni Boccaccio, a Biographical Study

Note 306 — Chapter VI

Reading edition

In Ameto, ed. cit., p. 187, when Ibrida tells his story, he says his father was unworthy of such a mistress: "Ma il mio padre siccome indegno di tale sposa traendolo i fati, s' ingegnò d' annullare i fatti sacramenti, e le 'mpromesse convenzioni alla mia madre. Ma gli Iddii non curantisi di perdere la fede di sì vile uomo, con abbondante redine riserbando le loro vendette a giusto tempo, il lasciarono fare; e quello che la mia madre gli era si fece falsamente d' un altra nelle sue parti. La qual cosa non prima sentì la sventurata giovane, dal primo per isciagurata morte, e dal secondo per falsissima vita abbandonata, che i lungamente nascosi fuochi fatti palesi co' ricevuti inganni, chiuse gli occhi e del mondo a lei mal fortunoso, si rendè agli Iddii. Ma Giunone nè Imeneo non porsero alcuno consentimento a' secondi fatti, benchè chiamati vi fossero; anzi esecrando la adultera giovane con lo 'ngannevole uomo, e verso loro con giuste ire accendendosi, prima privatolo di gran parte de' beni ricevuti da lei, e dispostolo a maggiore ruina a morte la datrice, la data e la ricevuta progenie dannarono con infallibile sentenzia, visitando con nuovi danni chi a tali effetti porse alcuna cagione." Cf. also Ameto, ed. cit., p. 252 et seq., and Fiammetta, ed. cit., cap. ii. p. 42.

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