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Garibaldi, Vol. 2 (of 2)

Note 41 — Capitolo Ottavo. DA MARSALA AL FARO. [1860.]

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Ci spiace doverlo dire, ma il signor Zini non fece che accogliere nella sua Storia le menzogne pontificie, senza nemmeno darsi la cura di vagliarle e appurarle. Quando dal suo racconto si eccettui il giudizio che egli dà dello Zambianchi, esagerato esso pure, poichè in fondo quel pover’uomo era un miles gloriosus che faceva colle sue smargiassate credere di sè peggio di quello che faceva; non resta più una sola parola di vero.

Dico che «lo Zambianchi passò speditamente il confine colla sua banda ingrossata, Dio sa da quanti venturieri, e volteggiò alquanti giorni attorno al lago di Bolsena e tentò l’Agro viterbese; ma indarno, chè scorrazzando quelle terre e taglieggiando per sostenersi e peggio, ben altro che suscitare quelle popolazioni ignare a levarsi, messe in loro un grandissimo sbigottimento.» Tante parole, tanti spropositi. Lo Zambianchi, lungi dal passare speditamente, vi impiegò dodici giorni; non volteggiò e non poteva volteggiare al lago di Bolsena e sull’Agro viterbese, essendosi diretto su Orvieto; molto meno volteggiò alquanti giorni, avendo passato il confine la mattina ed essendone ripartito la sera. Però tutti quegli altri gerundii, SCORRAZZANDO, TAGLIEGGIANDO, sono borra rettorica del periodo e nulla più.

Il signor Zini prosegue: «.... nè guardandosi, improvviso da Montefiascone vennegli addosso polso di Gendarmi e Zuavi pontificii.» (Vennero da Valentano, non da Montefiascone, e soli Gendarmi a cavallo e un reggimento di fanteria svizzera, ma non Zuavi.) «.... La banda, sorpresa al villaggio delle Grotte, andò subitamente fugata e dispersa quasi senza combattere, lasciando parecchi morti nella fuga, li più per mano dei villani infelloniti.» La banda fu sorpresa, come dicemmo, ma non andò subito fugata; fugò anzi, e in che modo, i Pontificii, costringendoli a lasciare i loro morti e feriti sul terreno. È vero che i villani del paese ci erano avversi, e che molti di loro avevano fatto fuoco dalle case; ma non perchè i Garibaldini avessero fatto loro alcun male, ma perchè il villaggio dominato dal Vescovo di Montefiascone era feudo di preti e vecchio nido di barbacani.

Del resto, le pagine del signor Zini non hanno oggi più mestieri di confutazione. Dopo diciotto anni d’ingiusto oblío, anche agli sbarcati di Talamone fu resa giustizia, e il Parlamento equiparandoli, colla legge del 26 gennaio 1879, agli sbarcati di Marsala, ha sciolto al tempo stesso una questione di diritto e di storia.

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