Note 39 — Capitolo Ottavo. DA MARSALA AL FARO. [1860.]
Reading edition
Che il generale Medici non ignorasse l’assegnamento che Garibaldi aveva fatto su di lui, lo dimostra, oltre la lettera già citata, anche la seguente, che egli dirigeva al Panizzi due giorni dopo la partenza dei Mille:
«Genova, 7 maggio 1860.
»Caro Panizzi,
»Garibaldi con 1500 uomini corre il mare in due battelli a vapore da ieri mattina, alla volta di Sicilia.
»L’impresa è generosa; Dio la proteggerà e la fortuna del fortunato Condottiero.
»Io son rimasto per appoggiare l’ardita iniziativa con una seconda spedizione, o meglio con potente diversione altrove; ma i mezzi ci mancano. Bertani ha fatto miracoli di attività che molto hanno prodotto e che la prima spedizione ha completamente esauriti.
»Caro Panizzi, non lasciarci soli, non lasciamo solo il nostro Garibaldi e suoi generosi compagni, aiutaci ad aiutarlo, tu puoi molto, procura di raccogliere tra pochi amici almeno per la compera di un battello a vapore e di mandarcelo subito subito, con bandiera ed equipaggio inglese: quanto più di marcia veloce, tanto meglio servirà allo scopo.
»Addio; lascio la penna a Bertani.
»Tuo affezionatissimo »Medici.»
(Vedi Lettere ad Antonio Panizzi, pubblicate da Luigi Fagan. — Firenze, Barbèra editore, 1880, pag. 424-25.)