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Garibaldi, Vol. 2 (of 2)

Note 35 — Capitolo Ottavo. DA MARSALA AL FARO. [1860.]

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«La missione di questo corpo è, come fu, basata sull’abnegazione la più completa davanti alla rigenerazione della patria. I prodi Cacciatori servirono e serviranno il loro paese colla devozione e disciplina dei migliori corpi militanti, senz’altra speranza, senz’altra pretesa che quella della loro incontaminata coscienza. Non gradi, non onori, non ricompensa allettarono questi bravi; essi si rannicchiarono nella modestia della loro vita privata, allorchè scomparve il pericolo; ma, suonando l’ora della pugna, l’Italia li rivede ancora in prima fila, ilari, volonterosi e pronti a versare il loro sangue per essa. Il grido di guerra dei Cacciatori delle Alpi è lo stesso che rimbombò sulle sponde del Ticino, or sono dodici mesi: Italia e Vittorio Emanuele; e questo grido, ovunque pronunciato da noi, incuterà spavento ai nemici dell’Italia.

Comandanti delle Compagnie:

Nino Bixio, comandante la prima compagnia

Orsini, comandante la seconda compagnia

Stocco, comandante la terza compagnia

La Masa, comandante la quarta compagnia

Anfossi, comandante la quinta compagnia

Carini, comandante la sesta compagnia

Cairoli, comandante la settima compagnia

Mosto, comandante i Carabinieri genovesi.

Sirtori, capo di Stato Maggiore.

Türr, primo aiutante di campo del Generale.

Acerbi, Intendenza.

Ripari, capo del Corpo sanitario.

»L’organizzazione è la stessa dell’esercito italiano a cui apparteniamo, ed i gradi, più che al privilegio, al merito, sono gli stessi già coperti su altri campi di battaglia.

»Giuseppe Garibaldi.»

(Oddo, op. cit., pag. 187.)

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