Note 25 — Capitolo Ottavo. DA MARSALA AL FARO. [1860.]
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Il La Farina aveva ricevuto millecinquecento fucili; ma per quante preghiere gli fossero fatte, non ne volle mai dare più di mille. Ciò è attestato tanto da Garibaldi nei Mille, quanto dal Bertani nelle sue Ire d’oltre tomba, e riconfermato poi da questa lettera del signor Enrico Besana, uno dei direttori del Milione di fucili, illibatissimo patriotta, ma di parte moderata, e la cui testimonianza non può in questa cosa essere sospetta:
«Pregiatissimo sig. Direttore del Giornale La Perseveranza.
»Milano, 12 gennaio....
»Nell’impossibilità di indirizzarmi al signor Ba.... mi rivolgo a lei, perchè voglia rettificare alcune inesattezze inserite nell’appendice del pregiatissimo di lei giornale del 12 gennaio corrente. Parlando di Giuseppe La Farina, l’appendicista attribuisce al suddetto, come presidente della Società nazionale, la somministrazione dei mezzi necessari per la spedizione di Marsala; ma il fatto si è che il La Farina, con tutta la più buona volontà del mondo, non potè contribuire che pochi fucili; l’amministrazione del Milione di fucili, di cui io era indebitamente uno dei due direttori, somministrò tutto il materiale che fu imbarcato, non che centomila franchi in contanti. La spedizione Medici poi fu completamente organizzata, vestita, armata e provveduta persino de’ necessari bastimenti a vapore di trasporto dalla suddetta amministrazione.
»Tutto ciò in onore al vero. Con tutta la stima
»Enrico Besana.»
(Bertani, op. cit., pag. 126.)