Note 59 — Capitolo Ottavo. DA MARSALA AL FARO. [1860.] (continued 2)
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Scriveva alla Direzione del fondo pel milione di fucili:
«Stimatissimi Signori,
»Ebbimo un brillante fatto d’armi avanti ieri coi Regi capitanati dal generale Landi presso Calatafimi. Il successo fu completo, e sbaragliati interamente i nemici. Devo confessare però che i Napoletani si batterono da leoni, e certamente non ho avuto in Italia combattimento così accanito, nè avversari così prodi. Quei soldati, ben diretti, pugneranno come i primi soldati del mondo.
»Da quanto vi scrivo, dovete presumere quale fu il coraggio dei nostri vecchi Cacciatori delle Alpi e dei pochi Siciliani che ci accompagnavano.
»Il risultato della vittoria poi è stupendo: le popolazioni sono frenetiche. La truppa di Landi, demoralizzata dalla sconfitta, è stata assalita nella ritirata a Partinico e a Montelepre con molto danno, e non so quanti ne torneranno a Palermo, o se ne tornerà qualcuno.
»Io procedo colla Colonna verso la capitale, e con molta speranza, ingrossando ad ogni momento colle squadre insorte, e che a me si riuniscono. Non posso determinarvi il punto ove dovete inviarmi armi e munizioni, ma voi dovete prepararne molte, e presto saprete il punto ove dovrete mandarlo.
»Addio di cuore.
»Alcamo, 17 maggio 1860.
»G. Garibaldi.»
Quattro giorni prima aveva parimente scritto al dottor Bertani:
«Salemi, 13 maggio 1860.
»Caro Bertani,
»Sbarcammo avant’ieri a Marsala felicemente. Le popolazioni ci hanno accolto con entusiasmo, e si riuniscono a noi in folla. Marceremo a piccole giornate sulla capitale, e spero che faremo la valanga. Ho trovato questa gente migliore ancora dell’idea che me ne fecero.
»Dite alla Direzione Rubattino che reclamino i vapori Piemonte e Lombardo dal Governo, ed il Governo nostro li reclamerà naturalmente dal Governo napoletano.
»Che la Direzione per il milione di fucili ci mandi armi e munizioni quanto può. Non dubito che si farà altra spedizione per quest’Isola, ed allora avremo più gente.
»Vostro »G. Garibaldi.»
(Pungolo di Milano del 3 e 4 giugno 1860.)