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Garibaldi, Vol. 2 (of 2)

Note 241 — Capitolo Decimo. DA CAPRERA AD ASPROMONTE. [1861-1862.] (continued 2)

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Diversa era l’opinione di Massimo d’Azeglio. Ancora due anni dopo Aspromonte scriveva ad Antonio Panizzi: «Dopo Aspromonte (Rattazzi ministro) mi fecero l’onore di chiamarmi con altri al Consiglio dei ministri, che doveva decidere la sorte di Garibaldi. Io dissi: Sottoporlo ad un giudizio come ogni cittadino. E dopo la condanna, grazia del Re immediata. Ma siccome nelle tasche della camicia rossa doveva essere rimasto un certo pezzo di carta, ec. ec., si pensò meglio di dargli l’amnistia, ch’egli rifiutò, dicendo che aveva fatto quel che doveva, ec. ec., e così finì,» — Vedi Lettere ad Antonio Panizzi di uomini illustri e di amici italiani. Firenze, G. Barbèra, 1880, pag. 480.

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