Note 171 — Capitolo Sesto. DA ROMA AL SECONDO ESIGLIO. [1849-1854.]
Reading edition
Garibaldi accettò la pensione per la madre e la rifiutò per sè. Nelle Lettere ad Antonio Panizzi (G. Barbèra, edit., 1880) se ne legge una di Massimo D’Azeglio del 25 luglio 1864, la quale dice: «Io ho sempre amato ed ammirato Garibaldi. Quando fu rotto a Cesenatico, trattavo la pace coll’Austria e incaricai i Plenipotenziari di salvarlo potendo. Poi gli feci dare una pensione che accettò per la madre e rifiutò per sè.» (Pag. 479.) Ora come mai il La Marmora dimenticò questo particolare, che il D’Azeglio, allora Presidente del Consiglio de’ Ministri, così bene ricorda?