Note 178 — Capitolo Sesto. DA ROMA AL SECONDO ESIGLIO. [1849-1854.] (continued 2)
Reading edition
Giorgio Pallavicino a Daniele Manin (op. cit., pag. 197):
«Intanto si lusinga il bravo Garibaldi per corbellarlo in appresso. Mi duole all’anima di quel valentuomo, il quale presta fede alle parole di Camillo Cavour. Senza un cambiamento di Ministero in Piemonte, l’Italia non si farà in eterno: abbilo per vangelo.»
E altrove, 23 settembre 1856 (pag. 204):
«L’Italia in questo momento non ha peggior nemico del Cavour.»