Note 102 — Capitolo Quarto. DA NIZZA A MORAZZONE. [1848.]
Reading edition
Il Vecchi (La Italia, Storia di due anni, vol. I, pag. 216) mette in bocca a Garibaldi queste parole:
«Sire, ho combattuto in terra straniera per la libertà d’un paese ospitale, e Dio benedisse alle armi nostre, illustrando il nome dei legionari italiani. Con pochi de’ miei giunsi anche in tempo per la impresa onorata. Ho qui dentro un cuore che ama l’Italia davvero, e richiede a mercede di poter operare cogli altri ciò che ridondi in di lei vantaggio e onore.»
Il Re rispondeva aprisse quel suo desiderio ai ministri, dolergli non poterlo fare di per sè stesso, e accomiatollo con gentili testimonianze d’affetto.
Non sappiamo dove le abbia tolte. Noi non le abbiamo vedute riferite in alcun altro luogo. Se i sentimenti sono probabili, lo stile non è certamente quello di Garibaldi.
Anche il Boggio fa addirittura una scena drammatica dell’incontro di Garibaldi con Carlo Alberto.