Note 122 — PENSIERI SULLA SCIENZA.
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La profonda osservazione, contenuta in questo passo, è stata suggerita a Leonardo dalle contraddizioni e incertezze, in cui s’era avvolta la meccanica presso gli antichi. La leva archimedea non essendo una verga solida, ma una linea geometrica, poteva fornire agli investigatori soltanto dei risultati matematici e astratti; più tardi gli antichi, incautamente, fusero e confusero i dati della aritmetica coi dati della esperienza, rendendo così più acuto quel contrasto fra l’ideale e il reale, che la scienza greco-romana non riuscì a comporre. Il Vinci, intuendo nettamente una scienza interprete e legislatrice della natura, attenua qui il proposito di voler correggere, con critica investigazione, le cifre discordanti, offerte dagli antichi testi. — Si veda sulle caratteristiche dell’antica e della nuova scienza: Höffding, Geschichte der neueren Philosophie. Leipzig, 1895. Vol. I, pag. 84; 176-227. E su Leonardo: Dühring, Kritische Geschichte der allgemeinen Prinzipien der Mechanik. Leipzig, 1877. Pag. 12 e seg.