Note 143 — PENSIERI SULLA MORALE.
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Il codice, nel quale si trova questo frammento, contiene, quasi esclusivamente, note intorno al trattato Di luce ed ombra. Il cavallo, di cui qui si parla, è il modello per la statua equestre a Francesco Sforza. Jacomo Andrea, nella casa del quale Leonardo si reca a cena con il discepolo suo Giacomo, è Andrea da Ferrara, profondo conoscitore di Vitruvio e architetto di alto grido, che morì, ucciso per ordine del generale Trivulzio, nel 15 maggio 1500 (Cfr. G. Uzielli, Ricerche intorno a Leonardo da Vinci. Torino, 1896. Vol. I, pag. 377-382). Marco è Marco d’Oggionno, pittore e discepolo del Vinci. Galeazzo Sanseverino, in casa del quale Leonardo dirige quella giostra, che rimase poi sempre famosa in Milano (26 gennaio 1491), è il capitano al quale Lodovico il Moro affiderà il proprio esercito nel funesto 1499, e profondo conoscitore dell’arte militare. Agostino da Pavia è ricordato, insieme con Leonardo da Vinci, nella lettera che Bartolomeo Calco, segretario dello Sforza, dirige al Referendario di Pavia, in occasione del matrimonio di Lodovico con Beatrice d’Este e d’Anna, sorella del duca Galeazzo, con Alfonso d’Este, per richiedere il ritorno degli artisti che si trovavano in quella città (8 dicembre 1490:..... Augustino et Magistro Leonardo....., cfr. Beltrami, Il Castello di Milano. Milano, 1895. Pag. 188). Finalmente Gian Antonio è l’artista Gian Antonio Boltraffio, altro dei discepoli di Leonardo in Milano. L’intero frammento è, quasi senza dubbio, un memoriale per il risarcimento de’ danni e delle spese.