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Fra Tommaso Campanella, Vol. 2

Note 447 — CAP. VI. (continued 2)

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Possiamo dire che il Codice della Bibl. nazionale di Napoli sia stato scritto da un amanuense non napoletano ed anche ignorantissimo: difatti nel lib. 1.o cap. 3, vi si legge, «l'esperienza di quei che girano il mondo doppo la scoperta del Palombo», in vece di dire «del Colombo», e nel lib. 2.o cap. 26 si leggono le parole «coquiglie, ostraghe, incini», con dicitura non napoletana; ma tutto il contesto e mille altre parole sentono anche troppo del napoletano e mostrano l'originaria ricomposizione dell'opera. Il Codice della Casanatense in taluni punti ha miglior lezione, ma in generale è più scorretto: basti citare p. es. che là dove il Cod. nap. dice «el cavallo Montedoro di Mario dello Tuffo» etc., il Cod. rom. dice, «e il cavallo del Monte d'oro di Mario del Tufonico» etc. Potremmo riferire varie differenze non prive d'interesse; ma almeno due vogliamo notarne. La 1.a è, che nel Cod. rom. parecchie note marginali rimandano ad altre opere dell'autore; la 2.a è, che mentre il Cod. nap. nella fine dell'opera dice, «La quale (universale sapienza) sia pregata che me et te N. mio alzi alla sua dignità et cognoscenza, Amen», il Cod. rom. dice, «La qual sia pregata che me et Berillo mio alzi alla sua dignità et conoscenza et mandi presto il mio liberatore». Si sa dalle Poesie (Canzone di pentimento, senza alcun dubbio del 1613) che Berillo era D. Brigo di Pavia amico dell'autore, con ogni probabilità Cappellano del Castello dell'uovo, e si sa che nel 1613 l'opera era stata pur allora tradotta in latino: può dunque al Cod. rom. assegnarsi la data del 1610-1612, e su questa base possono valutarsi le altre piccole differenze tra' due Codici. Veniamo ora alla giustificazione delle cose notate sopra. I luoghi, ne' quali non si trovano le citazioni dell'Antimachiavellismo e de' Machiavellisti, come si trovano nella versione latina, sarebbero i cap. 24 e 25 del lib. 2.o: anche nel cap. 18 dello stesso libro si trova non citata l'autorità del Papa e qualche altra variante; nel resto non ci sono differenze contemplabili, e le citazioni della Metafisica e dell'Astronomia, si trovano egualmente nel lib. 1.o cap. 3, 6, 7, 13, e nel lib. 3.o cap. 2.—Pel ricordo di fra Pietro ved. il lib. 2.o cap. 20 e 21, e il lib. 3.o cap. 10; quivi c'è nome e cognome, «Pietro Prestera». Pel ricordo di D. Lelio Orsini, ved. il lib. 3.o cap. 9 e il lib. 4.o cap. 17; per quello riferibile a' Ponzii, il lib. 2.o cap. 21.—Pel ricordo dello stato di prigionia e delle altre circostanze personali dell'autore ved. lib. 1.o cap. 8, lib. 4.o cap. 17, lib. 4.o cap. 1.—Per l'argomento degli angeli e dei diavoli ved. lib. 1.o cap. 6 in fine, lib. 2.o cap. 25, lib. 3.o cap. 4 e 5, lib. 4.o cap. 1 e 2; segnatamente nel lib. 2.o cap. 25 si hanno le notizie delle apparizioni del diavolo e delle sue rivelazioni con tutte le conseguenze in persona del Campanella.

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