Note 420 — CAP. VI. (continued 2)
Reading edition
Sarà bene ad ogni modo rammentare le parole testuali che si leggono nella Città del Sole, riferibili alle deposizioni fatte dal Gagliardo. «Studiarono (i solari) aver propizie le quattro costellazioni di ciascuno de' quattro angoli del mondo (ediz. d'Ancona pag. 267). Al mattino... rivolgendosi verso oriente recitano breve orazione (ibid.). Ogni volta che fanno orazione si rivolgono a' quattro angoli del mondo; al mattino guardano prima all'oriente, poi all'occidente, indi al mezzodì (274). Onorano, non adorano il sole, le stelle, siccome cose viventi, statue e tempii di Dio ed altari animati del cielo... Nel sole contemplano l'immagine di Dio e lo nominano eccelso volto dell'Onnipotente, statua viva, fonte d'ogni luce e calore, vita e felicità d'ogni cosa...; in lui i sacerdoti adorano Dio, e raffigurano nel cielo un tempio, nelle stelle altari, ed anche case viventi di angeli buoni nostri intercessori appresso Dio (275). Adorano Dio nella trinità e ciò fa meraviglia, ma dicono che Dio è somma Potenza dalla quale procede la somma Sapienza che è pure Dio, e da ambedue poi l'Amore, che è Potenza e Sapienza...; non hanno però distinte nozioni delle tre nominate persone come i Cristiani, non avendo essi avuto rivelazione» (277).—Rammenteremo inoltre ciò che si legge nelle Poesie, a proposito dell'orazione a Dio nella «Canzone 3a in Salmodia metafisicale»:
«Poi ti prego, ti supplico e scongiuro per l'influenze magne necessità, fato, armonia, che 'l regno dell'universo mantengon sicuro . . . . . . . . . . . . . . . , pe 'l tempo, e per le statue tue viventi stelle, uomini ed armenti»; etc.;
e a proposito dell'orazione al Sole nell'«Elegia al Sole»
«Tempio vivo sei, statua, e venerabile volto del verace Dio, pompa e suprema face. Padre di Natura, e de gli astri rege beato vita, anima e senso d'ogni seconda cosa» etc. etc.,
aggiuntovi in nota che «il Sole è insegna della semblea d'esso autore». Circa la preghiera alle stelle e agli angelici spiriti in esse abitanti, se ne trova un saggio perfino nella «Canzone di pentimento»:
«Aria, tu vivo ciel, voi sacre stelle, e voi spirti vaganti dentro a loro ch'hor m'ascoltate ed io non veggio voi, mirate al mio martoro, di voi sicuri pregate per noi».