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Fra Tommaso Campanella, Vol. 2

Note 290 — CAP. V. (continued 4)

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Su questa faccenda del matrimonio di D. Andrea de Mendozza, figlio di D. Isabella de Mendozza 2a moglie e già vedova di D. Pietro Gonzales de Mendozza 4o Marchese della Valle Siciliana e Rende, abbiamo trovato notizie quasi complete nel Carteggio del Nunzio, notizie che non dà il De Lellis (Discorsi delle famiglie nobili del Regno di Napoli 1654 part. 1a p. 398); ed è bene saperne qualche cosa, poichè madre e figlio abitavano nel Castel nuovo, e in questa faccenda del matrimonio si trovano implicate certe persone che hanno potuto aver relazione col Campanella. Adunque D. Andrea, essendo capitano d'infanteria spagnuola in guarnigione a Bisceglie, s'invaghì di D.a Ilaria Sifola, che abitava in quella città con la madre Beatrice Sassi, ed apparteneva a famiglia nobilissima e potentissima in quella regione, tanto da far correre il proverbio notato dagli scrittori di cose nobiliari, «pe' Sifoli e Palagani non si può vivere in Trani». D. Andrea la sposò e vi si unì, ma la madre Marchesa della Valle montò in tanta collera da far istituire un processo di rescissione di matrimonio nel tribunale del Nunzio; D.a Ilaria Sifola, contro la volontà della Marchesa che avrebbe preferito vederla in un convento, venne sequestrata presso una nobile Signora di Barletta D.a Giulia Gentile, certamente de' nobilissimi Gentili che vantavano nella loro famiglia 14 Conti di Lesina (ved. Zazzera, della nobiltà dell'Italia, Nap. 1625 t.o 2.o pag. 81) sorella di Michele 2o Gentile e di Tommaso, che da D.a Eleonora della Gatta ebbe Francesco Gentile. Il Carteggio del Nunzio offre alcuni memoriali della madre della Sifola ed anche di D. Alonso de Mendozza il Castellano, che era fratello della Marchesa della Valle e quindi zio di D. Andrea, diverse lettere di Roma e di Napoli su questi memoriali, ed una lettera del Nunzio medesimo a D. Artuso Pappacoda, che sappiamo essere anche parente della Marchesa della Valle (marito della zia D.a Caterina de Mendozza) ed inoltre a quel tempo Governatore della Capitanata, onde avea voluto ingerirsi nella quistione, tentando, a quanto sembra, far uscire D.a Ilaria dalla casa Gentile per ingarbugliare semprepiù la lite sul matrimonio (ved. Lett. di Roma 13 7bre, 11 8bre e 1o e 29 9bre 1602; e Lett. di Napoli 18 7bre, 25 8bre, 22 9bre e 6 10bre 1602). Ma il matrimonio fu da ultimo dichiarato valido, sicchè D. Andrea si unì di nuovo a D.a Ilaria e n'ebbe figli e figlie, una delle quali si maritò ancora a un Gentile: i libri parrocchiali della Chiesa del Castel nuovo recano i nomi di taluno de' discendenti di D.a Ilaria e D. Andrea, cominciando peraltro D.a Ilaria a figurarvi non prima dell'anno 1618.

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