Note 52 — NUOVA APPENDICE. A MOLTE CRITICHE UNA RISPOSTA: FATTI NUOVI.
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Noterò una sola di queste alterazioni delle mie parole; per l’importanza che ha forse una osservazione ivi aggiunta — Io dissi al Capo IV, § 1, «che il sogno delle repubblichette fu od apparve sogno de’ sollevati Romagnoli del 1830, de’ congiurati con essi, e di quelli che chiamaronsi Giovine Italia». Ora uno scrittore (Revue Indépendante, juin, 1844, p. 567), dice: «M. Balbo affirme que ce rêve fut celui des insurgés de la Romagne en 1830, et de ceux qui ont fait partie de la Jeune Italie». — Come ognun vede, l’alterazione è un po’ forte; dir fu od apparve è tutt’altro che affermare. Ma andiamo avanti. Lo scrittore prende a dire: «Ce qu’elle (la Giovine Italia) voulait alors, ce qu’elle veut aujourd’hui c’est l’indépendance et l’unité italienne reposant sur la liberté et l’égalité pour tous. Son rêve, puisque M. Balbo l’appelle ainsi, serait de voir l’Italie non fédérée, mais une, n’ayant ni barrières ni États distincts; étant enfin ce que sont aujourd’hui la France, l’Espagne, et la Belgique». — È egli così? in tal caso non fo che rimandare questi miei infelici, e pur troppo sempre sognanti compatrioti miei dal Capo IV al Capo II, dalle osservazioni sulle repubblichette, a quelle sul regno unico; pur riconfortandoli a lasciar questi o quegli altri sogni del paro, ed a volgere essi pure la loro migliorata operosità allo scopo effettivo (arrivabile a parer mio) del progresso universale e della indipendenza d’Italia.