Note 51 — NUOVA APPENDICE. A MOLTE CRITICHE UNA RISPOSTA: FATTI NUOVI.
Reading edition
S’ingannerebbe chi applicasse a’ tempi nostri il detto vecchio, che le proibizioni aiutano lo spaccio d’un libro. Anche ciò è mutato. Quando le pubblicazioni non si facevano se non ponendo in vendita un libro nella botteguccia d’un solo libraio, o talor muricciolaio, senza annunzi o con pochi, l’allettamento innegabile delle proibizioni poteva agguagliare o superar quello vegnente da tale ristretta offerta. Ma ora che s’è perfezionato di tanto l’artifizio di queste offerte, cogli annunzi ne’ giornali, ne’ cataloghi, sulle coperte de’ libri, e sui cartelli e cartelloni d’ogni sorta, gli allettamenti così procacciati superano di gran lunga quello delle proibizioni. Vedansi sull’importanza degli annunzi, le liti mosse in Francia dagli autori agli editori, per isforzarli ad usare, secondo i patti o il costume, questo gran mezzo di spaccio. E quindi io stimo (e sarà poi detta vanità mia in causa propria) che lo spaccio d’un libro proibito, ma non annunciato, possa essere così le cinque o sei volte minore di ciò che sarebbe stato se si fossero usati que’ mezzi. — Ma non si ingannino quindi troppo candidamente le censure sulla propria efficacia. Possono colle proibizioni di diminuir lo spaccio d’un dato libro; ma prima non ne diminuiscon guari la cognizione; perchè in tal caso ogni compratore impresta il suo esemplare a quattro o cinque altre persone per l’appunto. E poi le censure accrescono così e sovente esagerano l’importanza, l’autorità del libro proibito. Ed impediscono che capiti alle mani di molti buoni; i quali se il libro è buono, son pur quelli che ne approfitterebber più, perchè i troppo dissenzienti da un libro non ne approfittan mai; e se il libro è cattivo, son quelli che gli risponderebbon meglio per iscritto od a voce. E poi a voler giudicar l’effetto delle proibizioni non su un libro determinato, ma su tutti insieme, ei bisogna tener conto di quell’assioma economico, che, in fatto di merci proibite, sempre il contrabbando fa entrare le qualità più fine; perchè a far entrar queste il pericolo è uguale, mentre il profitto è molto maggiore. E in fatto di libri proibiti, ognun sa che cosa sieno le qualità più fine. — Del resto, dicesi che parecchi alti e gravi sudditi austriaci abbian fatti ricorsi al loro governo per ottener rimessioni dalla severità delle censure. Speriamo sieno ascoltati benignamente. — Ma, ho io detto, speriamo? E non debb’egli anzi dirsi timore, quello che ci venga anche questo miglioramento o addolcimento dal signore straniero? E non gli sarà tolta, chiaramente, incontrastabilmente tolta, tal precedenza almeno da alcuno de’ nostri principi?