Note 24 — CAPO NONO. L’EVENTUALITÀ PIÙ PROMETTITRICE
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Qui il mio traduttore, postillandomi, dice: nous ne voyons véritablement pas sur quels témoignages l’auteur pourrait appuyer l’assertion d’une si forte inimitié entre les deux pays. — Ed io rispondo, che non ho parlato di niuna tale inimicizia tra i due paesi; che quanto a Francia io non credo che ella pur vi pensi, ond’io neppur pensai a parlarne; e quanto a Italia io parlai di pregiudizi e non di nimicizie nazionali. E non so se altrui, ma a me par grande la differenza delle due parole, non credendo che la nazione italiana sia tutta composta di uomini pregiudicati. — Che esista poi, pur troppo, tal pregiudicio antifrancese in Italia, ei mi è non solamente testimoniato, ma provato: 1. dal mio postillatore, il quale narra che un nostro grande scrittore suole esclamare in mezzo alla penisola. La haine pour la France! pour cette France illustrée par tant de génie et par tant de vertus! d’où sont sorties tant de vérités et tant d’exemples! pour cette France que l’on ne peut voir sans éprouver cette affection qui ressemble à l’amour de la patrie, et que l’on ne peut quitter sans qu’au souvenir de l’avoir habitée il ne se mêle quelque chose de mélancolique et de profond, qui tient des impressions de l’exil! Certo tutto ciò prova almeno che l’illustre italiano qui citato vede, com’io, i pregiudizi di molti nostri compatrioti, e com’io pure, li combatte. 2. da non pochi squarci molto diversi, se non opposti, di un altro nostro scrittore (altronde grande anch’esso), il Gioberti. 3. e da innumerevoli squarci di molti piccoli e piccolissimi, dei quali è più bello tacere. — I pregiudizi vi sono pur troppo; e non bisogna negarli, ma combatterli: giova più agli Italiani, e ciò è l’essenziale; e credo che piaccia anche più ai Francesi, i quali han troppo ingegno per non vederli, e non prevedere che cesseranno alla prima occasione vera.
Nota della seconda edizione.