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Delle guerre del Peloponneso, libri VIII, vol. 1/2

Note 12 — DELLA STORIA DI TUCIDIDE

F. P. (Francesco Pasquale) Boni translation

Pag. 8. Strabone (lib. IX) e Diodoro (lib. XIX) riferiscono pure che i Beozi dopo avere preso possesso del territorio cui essi diedero il proprio nome, ne furono cacciati dai Traci e dai Pelasgi, ritraendosi ad Arne nella Tessaglia, d’onde ripartirono più tardi per rioccupare la Beozia. Questa regione avea a settentrione la Focide, al mezzodì l’Attica, al ponente il mare e il golfo di Corinto, ed al levante l’isola di Eubea. Secondo Pausania ebbe il nome di Beozia da Beoto figlio di Itono e della ninfa Menalippe; secondo Diodoro, di Nettuno e di Arne, la quale diede il proprio nome alla città capitale del regno. Questa regione ebbe il nome di Aonia dagli Aoni di cui parla Strabone; quella di Ogigia da Ogige, che secondo Varrone fondò la città di Tebe; quella di Cadmeide da Cadmo fondatore di Cadmea, città che in progresso fu congiunta a Tebe. Ovidio pretende che il nome di Beozia derivasse da bove, perchè Cadmo fu condotto in questa terra da un bue. Sono celebri in questo paese le montagne di Idmeto, Citerone ed Elicona; le fontane di Aretusa, di Dirce, di Aganippe; ed i fiumi Asopo, Cefiso ed Ismeneo. I Beozi aveano riputazione di uomini rozzi e di grosso ingegno; ciò nondimeno il loro paese diede Esiodo, Pindaro, Plutarco, Epaminonda e Pelopida.

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